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Bando di selezione per n° 3 volontari per tirocinio formativo

La Presidente della Pro Loco di Motta Sant’Anastasia, Rende noto che è  indetta la selezione pubblica per n. 3 – volontari per lo svolgimenti di tirocinio formativo presso la pro loco.

Per info sul bando http://www.comune.mottasantanastasia.ct.it/bandi-ed-avvisi/944-bando-di-selezione-per-3-volontari-per-tirocinio-formativo.html.

Monotonia del posto fisso? In Sicilia il 41,3% dei giovani è disoccupato

“I governi la smettano con le battute e affrontino i problemi reali”. I giovani della CGIL rispondono alle frasi di Mario Monti, del viceministro Martone, del ministro Cancellieri e del governatore Raffaele Lombardo.

Monotonia del posto fisso? “In Sicilia il 41,3% dei giovani è disoccupato e in Italia 8 nuovi contratti su 10 sono precari”. Se a 28 anni non sei laureato sei uno sfigato? “Le borse di studio finanziate in Sicilia sono insufficienti rispetto agli aventi diritto per merito e per reddito e il 40% degli studenti universitari è costretto a lavorare per potersi pagare gli studi”. Gli italiani vogliono lavorare accanto a mamma e papà? “Nel 2010 ben 135mila giovani, di cui 18mila laureti, sono andati via dal Mezzogiorno”. Uno stipendio da 15mila euro appena decente? “In Sicilia ogni anno 17mila giovani svolgono stage gratuiti”. Così i giovani della CGIL Sicilia rispondono alle frasi di Mario Monti, del viceministro Martone, del ministro Cancellieri e del governatore Raffaele Lombardo, che tante polemiche hanno suscitato in queste settimane. E lo fanno con manifesti e volantini che ritraggono questi esponenti del governo nazionale e regionale assieme alle ormai famose frasi, aggiungendo le risposte dei giovani del sindacato e un interrogativo: che si tratti de “I nuovi mostri?”.

“’Monotonia’ significa per noi giovani dover continuamente essere alla ricerca di un lavoro e sentirsi dire ‘Le faremo sapere’ o rinnovare i contratti precari stipulati per lavori che spesso sono stabili”. E’ quanto si legge su uno dei manifesti, e ancora: “noi giovani siamo ‘sfigati’ perchè ha differenza dei nostri coetanei europei non abbiamo un sistema di diritto allo studio adeguato e degli ammortizzatori sociali che consentano la continuità di reddito”. Infine, “chi di noi non vuole lavorare all’estero ma rimane nel paese che ama è costretto a rimanere ‘vicino a mamma e papà’ perchè la precarietà non paga gli affitti altissimi delle nostre città”.

Un’iniziativa, quella promossa dai giovani della CGIL Sicilia, che si inserisce nella campagna nazionale ‘Giovani NON+ Disposti a tutto’ e che come spiegato dai promotori punta a sottolineare che “in una fase difficile come quella che stiamo vivendo le semplificazioni e le fughe in avanti di esponenti del governo, che non tengono conto delle reali condizioni dei giovani del mezzogiorno, suonano offensive”.

“Il reale e drammatico tema della precarietà e della disoccupazione nel nostro paese – spiegano i giovani CGIL Sicilia – deve essere affrontato con misure efficaci e non con battute”. Con provvedimenti, proseguono, che “devono in primo luogo sancire la riduzione delle 46 tipologie contrattuali esistenti”, dare “regole chiare per contrastare gli abusi e aumentare il costo del lavoro flessibile, estendere gli ammortizzatori sociali per garantire la continuità di reddito e dei diritti di maternità, paternità, previdenza”. Concludono.


[Politiche giovanili]

http://www.cgil.it

I primi 100 giorni di Monti raccontati da 100 giorni di spread

Oggi è il giorno del bilancio. Scocca infatti il 100° giorno del governo Monti nato il 16 novembre 2011. Gli effetti sull’economia reale delle due maxi-manovre varate in tempi record si vedranno, se ci saranno, più in là. Se guardiamo però come si è mosso la spread tra BTp e Bund a 10 anni – considerato il termometro della crisi – dall’insediamento del nuovo premier a oggi, un primo bilancio è già possibile.

Il 9 novembre – giorno in cui il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano telefona a Mario Monti per nominarlo senatore a vita e aprirgli la strada verso Palazzo Chigi – il differenziale di rendimento tra BTp e Bund a 10 anni si attestava a 552 con i rendimenti dei BTp oltre la soglia critica del 7%, oltre la quale Grecia, Irlanda e Portogallo sono state costrette inesorabilmente a ricorre all’aiuto forzoso della Troika (Ue-Fmi-Bce).

Il primo-Effetto Monti sullo spread si vede l’11 novembre quando le indiscrezioni sulla sua scalata a Palazzo Chigi sono confermate: Silvio Berlusconi si dimette da premier. Lo spread scende a 456 punti. Dopodiché riprende la corsa al rialzo, in attesa di conoscere la nuova compagine governativa. Il giorno in cui nasce il governo (16 novembre) lo spread è di nuovo in alto, a quota 529. Ma due giorni dopo, quando la squadra scelta da Monti incassa la fiducia della Camera, scende a quota 467.

La prossima tappa è il decreto salva-Italia varato il 6 dicembre: lo spread scende a 368 punti. A questo punto però i rendimenti dei titoli di Stato italiani riprendono la corsa al rialzo, vanificando parzialmente gli effetti dell’insediamento dell’ex commissario Ue alla guida dell’Italia.

A fine dicembre quanto Monti in conferenza stampa spiega che lo spread «vuole un’Ue più incisiva» il differenziale viaggia a 518 punti formalizzando nelle aste di titoli di Stato sul mercato primario rendimenti allarmanti se proiettati alle emissioni che aspettano il Tesoro fino ad aprile 2012.

Dopo il decreto salva-Italia il discorso di Monti è chiaro: i BTp a questo punto, nonostante una manovra di austerity e gli acquisti protettivi della Bce salgono a causa delle incertezze dell’Ue nell’approvare la riforma del fondo salva-Stati e nell’affrontare il delicato problema della Grecia, chiamata a rimborsare a marzo un bond da 14,4 miliardi, avendo già esaurito la benzina del primo salvataggio da 110 miliardi nel 2010.

La prossima tappa è il decreto salva-Italia varato il 6 dicembre: lo spread scende a 368 punti. A questo punto però i rendimenti dei titoli di Stato italiani riprendono la corsa al rialzo, vanificando parzialmente gli effetti dell’insediamento dell’ex commissario Ue alla guida dell’Italia.

A fine dicembre quanto Monti in conferenza stampa spiega che lo spread «vuole un’Ue più incisiva» il differenziale viaggia a 518 punti formalizzando nelle aste di titoli di Stato sul mercato primario rendimenti allarmanti se proiettati alle emissioni che aspettano il Tesoro fino ad aprile 2012.

Dopo il decreto salva-Italia il discorso di Monti è chiaro: i BTp a questo punto, nonostante una manovra di austerity e gli acquisti protettivi della Bce salgono a causa delle incertezze dell’Ue nell’approvare la riforma del fondo salva-Stati e nell’affrontare il delicato problema della Grecia, chiamata a rimborsare a marzo un bond da 14,4 miliardi, avendo già esaurito la benzina del primo salvataggio da 110 miliardi nel 2010.

http://www.ilsole24ore.com/

È legittimo sostituire il dipendente con un apprendista se l’azienda è in difficoltà?

Legittimamente la ditta datrice di lavoro può sostituire il lavoratore a tempo determinato con un apprendista per lo svolgimento delle medesime mansioni, al fine di risparmiare sul costo della manodopera se il licenziamento è effettivamente determinato da effettive esigenze di contenimento dei costi, giustificate da concrete difficoltà nell’impresa. Lo ha asserito la Corte di cassazione, nella sentenza 24 febbraio 2012, n. 2874. La giurisprudenza è ormai unanime nel ritenere che il licenziamento per giustificato motivo oggettivo si verifica ogni volta che sì presenta la necessità di sopprimere determinati posti dì lavoro a causa di scelte attinenti all’attività produttiva, all’organizzazione del lavoro e al regolare funzionamento dì essa con conseguente e inevitabile licenziamento dei lavoratori che ricoprano detti posti e che non possano essere impiegati diversamente. Rientra, pertanto, nella fattispecie di cui alla seconda parte dell’art. 3 L. 604/1966 (recesso per giustificato motivo oggettivo) l’ipotesi di un riassetto organizzativo dell’azienda attuato al fine di una più economica gestione di essa e deciso dall’imprenditore, non pretestuosamente e non semplicemente per un incremento di profitto, bensì per far fronte a sfavorevoli situazioni – non meramente contingenti – influenti in modo decisivo sulla normale attività produttiva, ovvero per sostenere notevoli spese di carattere straordinario, “senza che sia rilevante la modestia del risparmio in rapporto al bilancio aziendale, in quanto, una volta accertata l’effettiva necessità della contrazione dei costi, in un determinato settore di lavoro, ogni risparmio che sia in esso attuabile si rivela in diretta connessione con tale necessità e quindi da questa oggettivamente giustificata”.

Lilla Laperuta
www.diritto.it

LA STORIA DEL PETROLIO IN 300 SECONDI.

la storia della nostra civiltà, come è cambiata con l’avvento del petrolio, quali limiti ha raggiunto e cosa possiamo fare.